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venerdì 28 febbraio 2025

Eletto il nuovo Direttivo e il collegio dei Probiviri per il biennio 2025/2027




Durante l’assemblea odierna si sono svolte le elezioni del Direttivo della Camera Penale di Trapani per il biennio 2025/2027.

Sono risultati eletti: Agatino Scaringi (Presidente), Maria Laura Marchingiglio (Vicepresidente), Umberto Coppola (Segretario), Sara Alagna (Tesoriere) e Maria Mollica (Consigliere).

Per il Collegio dei Probiviri, sono risultati eletti Sebastiano Dara (Presidente), Loredana Saladino (Vice Presidente) e Consuelo Ranno (Consigliere).

“Le elezioni odierne - ha dichiarato il Presidente uscente, Marco Siragusa -, sono la dimostrazione della compattezza della nostra camera penale. L’elezione di tre colleghe (Marchingiglio, Alagna e Mollica) in ruoli chiave del direttivo, al fianco degli esperti colleghi (Scaringi e Coppola), proietta la nostra Camera Penale verso un rinnovato entusiasmo delle sue azioni nel prossimo futuro. Da parte mia, spero di aver assolto il mandato con onore e diligenza. Lunga vita alla Camera Penale di Trapani”.

Il nuovo Presidente, Agatino Scaringi, ha dichiarato: “Ringrazio gli iscritti per la straordinaria partecipazione a questo momento elettorale e per la fiducia accordataci; ringrazio i due precedenti Presidenti gli Avvocati Alagna e Siragusa per aver fatto diventare la Nostra Camera un punto di riferimento nazionale, ringrazio l’amico e Collega Coppola per avere condiviso questo percorso, senza remora alcuna. Abbiamo puntato sull’entusiasmo di giovani Colleghe e sulla voglia di continuare a ricordare a tutti che siamo Avvocati”.

martedì 18 febbraio 2025

Il saluto del presidente uscente, Marco Siragusa



Qui il testo della lettera


Il 28 febbraio 2025 si conclude il mandato del Direttivo che ho avuto l’onore di presiedere. Abbiamo iniziato sempre un giorno 28, ma del mese di settembre del 2020.

Abbiamo servito in questi anni con onore e diligenza. Se vi è stata qualche mancanza me ne assumo personalmente la responsabilità.

Al di là delle opinioni, contano però i numeri.

Quando ho iniziato ad occuparmi di Camera Penale di Trapani, nel 2016 con la vicepresidenza nel direttivo di Salvatore Alagna, eravamo 35 iscritti (40 a fine anno) e avevamo un bilancio pari a zero. 

Dopo quattro anni e qualche mese consegno una Camera Penale in salute:

- 70 iscritti da oltre tre anni. Il che significa il diritto ad avere un terzo delegato nei congressi (il numero degli iscritti è quasi raddoppiato).

- Un bilancio in salute e florido, in aumento, e chiuso, a dicembre 2024, con incremento del 250% rispetto al 2016, mentre il 2023 era stato chiuso con un incremento del 220% rispetto al 2016 (l'incremento dell'attivo è del 78% dal 31.12.2020). Il bilancio di esercizio non tiene conto del versamento ad UCPI e delle spese deliberate per il premio Giuseppe Corso, a carico dell’esercizio 2025, ma si tratta di un dato di assoluto rilievo se si tiene conto dell’aumento del 20%, ormai da due esercizi, della quota da versare ad UCPI (passata da 50,00 a 60,00 euro per ciascun socio) a fronte del mantenimento della quota di iscrizione alla nostra camera penale (rimasta invariata a 100,00 euro). Inoltre, la quota non è stata riscossa nel periodo Covid e, come da tradizione, non viene chiesta ai Soci che si iscrivono per la prima volta, essendo "sopportata" dalle casse della CP con spirito di solidarietà.

- Oltre 3.900 lettori fissi della nostra pagina Facebook.

- Oltre 580.000 visualizzazioni sul nostro blog di approfondimento giuridico Foro e Giurisprudenza, che i Colleghi di tutta Italia seguono con interesse e gratitudine per la gratuità e la solidarietà divulgativa di idee, opinioni e novità giurisprudenziali. Uno spazio aperto al contributo dell’Avvocatura, della Magistratura e dell’Accademia.

- 15 assemblee dei soci in quattro anni.

- oltre 30 documenti del Direttivo, su ogni tema di rilevanza. Dai diritti umani, alla politica, alla politica giudiziaria. Senza che il focus sia mai stato il “sindacato”, come nelle occasioni in cui abbiamo difeso la libertà di un Collega, non iscritto, contro l’attacco scomposto della finta propaganda legalitaria del politico di turno (al link tutti i documenti).

- Abbiamo edito, a nostre spese, “La Riforma del processo penale”, cioè l’insieme di contributi sulla riforma del processo penale pubblicati sul blog (al link).

- Abbiamo contribuito a pubblicazioni editoriali (l’AvvocAttore, di Emanuele Montagna, al link).

- Abbiamo organizzato 18 convegni ed eventi di formazione (link), e lo abbiamo fatto, da un certo momento, con oneri esclusivamente a nostro carico dopo che il Coa ha ridotto e poi annullato la convenzione che consentiva l’organizzazione di almeno quattro eventi formativi l’anno, di cui uno in materia deontologica.

- Abbiamo organizzato i corsi della nostra scuola di tecnica e deontologia dell’avvocato penalista, abilitante all’iscrizione nell’elenco unico nazionale dei Difensori di ufficio (link).

- Siamo stati nei licei a discutere e diffondere legalità (link). 

- Abbiamo collaborato con l’ANM sotto sezione di Trapani nell’iniziativa sul concorso fotografico "Scatti di memoria" per gli studenti liceali, offrendo il nostro contributo di idee, di tempo, di passione, prima ancora che economico (link), così com'era accaduto in occasione di altre e diverse iniziative di reciproca e paritaria collaborazione delle quali abbiamo condiviso lo spirito partecipando  fattivamente alla loro realizzazione, come da risalente tradizione del nostro Foro e dei penalisti trapanesi (link1, link2, link3, link4, link5, link6, link7, i weekend lapechiani).

- Abbiamo collaborato all’aggiornamento del protocollo Patrocinio a Spese dello Stato (link) e contribuito alla realizzazione di quello per la tutela dei soggetti fragili (link).

- Abbiamo realizzato ogni punto dei programmi biennali (il primo e quello del secondo mandato).

- Abbiamo navigato nelle acque tempestose della pandemia, della legislazione emergenziale, della modifica del processo e dello "stare in Tribunale", con provvedimenti legislativi e amministrativi di esclusione e di chiusura dei Palazzi di Giustizia per ragioni sanitarie. Provvedimenti che hanno modificato il processo, i rapporti interpersonali tra tutti i soggetti che "abitano" i Palazzi di Giustizia, e che hanno filtrato l'accesso e la fruizione degli stessi dove, non dimentichiamolo mai, si amministra Giustizia in nome del popolo italiano, cioè dei cittadini le cui istanze rappresentiamo.

Ma soprattutto abbiamo investito nella circolazione delle idee e delle opinioni assicurando a tutti - all’interno e all’esterno - spazi di libertà, anche critica. Lo abbiamo fatto come nessuno è in grado di fare, soprattutto quando si tratta di opinioni controverse. A titolo di esempio nel nostro blog abbiamo ospitato contributi di magistrati sull’abrogazione del divieto di reformatio in pejus (link) e contro la separazione delle carriere (link).

Le nostre idee e le nostre iniziative hanno richiamato più volte l’attenzione della stampa nazionale oltre che di quella locale,  come mai era avvenuto prima per quantità e interesse (rassegna stampa al link).

In questi anni, la Camera Penale di Trapani è diventata un modello da seguire e da emulare, non solo da parte delle altre camere penali italiane ma anche da parte di altre e diverse associazioni forensi. 

Rivendichiamo la primogenitura di una vivace crescita culturale  dell’associazionismo forense locale, che è stata un volano per le altre associazioni del Foro trapanese.

La Camera Penale è un luogo di libertà e di trasparenza, dove sono bandite le rendite di posizione, sono preclusi gli ascensori di visibilità, dove vi è spazio solo per l’entusiasmo disinteressato e ideale, e per il merito. Chi non comprende questo spirito di servizio dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni ad altri contesti. 

Ci siamo impegnati nelle elezioni del Coa, e Trapani ha riconquistato un posto nelle istituzioni nazionali (la Cassa Forense) che mancava dal 1969 (Paolo Camassa al CNF).

La Camera Penale di Trapani è dignitosa. Ha la schiena dritta. Dà rispetto e lo pretende, su basi paritarie. Non è disponibile a fare il convitato di pietra di nessuno, a dare apparenza di legittimità a chi offre visioni unilaterali (il dialogo è etimologicamente dialogico). Non è un circolo, un club service, né un sindacato. È una Camera Penale!

Il mio augurio è che, con il contributo di tutti, continui ad esserlo in futuro. 

Lunga vita alla Camera Penale di Trapani! 

Marco Siragusa

giovedì 21 novembre 2024

Carcere di Trapani - Il documento del Direttivo

 



Il direttivo di Camera penale, a seguito dei provvedimenti adottati dall’Autorità giudiziaria nei confronti di alcuni appartenenti alla polizia penitenziaria in servizio presso la locale “casa circondariale”, prescindendo da ogni valutazione di merito, ad oggi assistita dalla presunzione di non colpevolezza, coglie l’occasione per stigmatizzare con forza le disumane condizioni in cui versano gli istituti di pena italiani e quello trapanese in particolare, nella sostanziale indifferenza della classe politica, che anzi manifesta adesione emotiva ad episodi di lesione della dignità umana.

Il numero di detenuti in Italia, al 30.10.2024, ha raggiunto la cifra di 62.110 persone, con un trend in costante crescita, le morti ascritte a suicidio quest’anno sono già ben 81, il corpo di polizia penitenziaria è spesso sottorganico, come nel carcere trapanese, associazioni indipendenti hanno, negli anni, accertato condizioni invivibili di intere sezioni, come nel caso di quella trapanese in cui si sarebbero consumati i fatti ascritti, a vario titolo agli indagati, tra i ristretti vi sono anche detenuti in condizioni psichiatriche incompatibili con la reclusione.

A fronte di un tale deficit democratico, questo direttivo richiama le autorità competenti ad adottare interventi strutturali urgenti idonei a ripristinare le condizioni costituzionali di espiazione della pena e di sottoposizione alla custodia cautelare, sperando di non disturbare l’intimo godimento di alcuno, soprattutto di chi, attualmente, ricopre le funzioni di sottosegretario alla giustizia del Governo.

giovedì 1 giugno 2023

"Burocrazia? No, grazie!"

 




Oggetto: Documento del direttivo della Camera Penale di Trapani, approvato nella seduta del 25 maggio 2023


BUROCRAZIA? NO, GRAZIE!


Da qualche tempo, in alcune cancellerie, è invalsa la prassi  - che noi riteniamo non legittima - di richiedere il versamento dei diritti di copia per la "formazione" delle cosiddette copie di cortesia con riferimento agli atti di impugnazione depositati telematicamente a mezzo pec (in attesa che sia disponibile il portale, ndr).

Sembra una sorta di riflesso pavloviano: nel paese della burocrazia le novità tardano ad essere recepite; si è sempre fatto così (cioè con l'impugnazione si sono sempre depositate le copie dell'atto), perché non continuare?

Noi riteniamo di avere la risposta a questo amletico - e anche vessatorio - dubbio esistenziale: non si può fare più così da quando è entrata in vigore la Riforma Cartabia (anche se al momento gli atti sono inviati per pec, e non tramite portale).

Né ci pare che la diversa soluzione indicata all'epoca dell'emergenza Covid sia più sostenibile. Riteniamo che il deposito dell’impugnazione a mezzo pec non imponga al difensore alcun ulteriore onere. Della bontà di tale tesi ci convince anche la circostanza che il deposito “fuori sede” non è più consentito, di talché, a voler ritenere che l'impugnazione proposta telematicamente debba essere seguita dalla consegna alla cancelleria delle copie cartacee, si dovrebbe concludere che la parte interessata provveda a recarsi fisicamente presso la cancelleria ovunque essa si trovi, stante la contemporanea abrogazione della possibilità di ricorrere alla spedizione dell'impugnazione a mezzo raccomandata. In alternativa si dovranno spedire le copie firmate ad un collega del circondario o distretto interessato per provvedere al deposito.

Il Ministero tuttavia, con la circolare del 16.03.2023 resa dalla Direzione Generale degli Affari Interni, si è mostrato di diverso avviso (circolare al link).

Nel rimandare alla lettura del documento nella sua interezza, osserviamo che gli argomenti spesi dalla citata Direzione del Ministero ci appaiono eccentrici. In sostanza, ad avviso del Ministero, siccome le cancellerie sono ancora onerate di obblighi che presuppongono documenti cartacei, le parti sono obbligate a far conseguire al deposito dell'impugnazione, a mezzo pec, il deposito cartaceo ( <<va da sé che, quantomeno ai fini dei predetti incombenti, tuttora gravanti sulle cancellerie del giudice impugnato, il difensore impugnante debba comunque provvedere al deposito delle copie [analogiche] dell’atto d’impugnazione, anche quando trasmesso in via telematica>>). Onestamente ci sembra che il "va da sé" non sia così evidente, a fronte di un quadro normativo che non lo presuppone e che anzi, per come  anche emerge da un obiter di legittimità (Cass. pen. Sez. V n. 8158/2023, sentenza al link), sembra condurre ad una soluzione radicalmente diversa.

Il Ministero non chiarisce poi quale sarebbe la tempistica concessa al difensore per provvedere all'onere che gli si vuole imporre: non è questione marginale. Ma in ogni caso, ciò che le cancellerie non possono fare, neppure a mente della circolare, è bloccare l'invio della impugnazione al Giudice competente.

S’aggiunga che l’allegazione cartacea delle copie di cortesia è inutile nella misura in cui il deposito telematico a mezzo pec deve essere, a sua volta, trasmesso telematicamente. 

Del resto, di tale tesi troviamo conferma in un obiter contenuto nella sentenza della Corte di Cassazione, sezione V penale, n. 8158/2023: <<l'invio delle copie ulteriori ex art. 164 disp. att. cod. proc. pen., come richiesto dalla cancelleria, appare essere un mero, formale, riferimento alla norma, da reputarsi superato dall'inoltro telematico dell'atto>>(sentenza al link).

Più chiaro di così non potrebbe essere: si tratta di mera formalità, superata dalle novità del tempo presente!

Accade, tuttavia, che ad un Socio della Camera Penale di Trapani, iscritto al Foro di Palermo, sia stata inoltrata da una cancelleria una pec - non firmata, ndr - che riproduciamo di seguito, omissando i riferimenti al procedimento.


Ribadiamo che nessuna prassi consente, né potrebbe consentire, alla Cancelleria di condizionare alla trasmissione delle copie ex art. 164 disp. att. c.p.p. - con un inequivocabile sinallagma sancito dall’utilizzo dell’aggettivo “necessario“ - “la formazione del fascicolo e la trasmissione dello stesso alla S.C.C.“.

L’art. 164 disp. att. c.p.p., infatti, ricollega al mancato deposito delle copie cartacee esclusivamente l’effetto che “la cancelleria provvede a farle a spese di chi ha presentato l’impugnazione“.  

Come si vede, dunque, la questione prescinde dal dibattito sull’abrogazione dell’art. 164 disp. att. c.p.p. che, per alcuni, non sarebbe ancora avvenuta in assenza della piena attivazione del portale. Ai sostenitori di tale tesi ricordiamo però i criteri generali sull’interpretazione delle norme e, primo fra tutti, la voluntas legis: chi può dire che l’invio telematico a mezzo pec sia diverso da quello a mezzo portale? Se ne ha conferma nel precedente della S.C. di Cassazione prima citato.

Di poi, va stigmatizzato il collegamento tra l’omessa consegna delle copie cartacee o il pagamento dei diritti di copia e la mancata trasmissione degli atti.

A noi risulta che il Collega interessato abbia, dapprima, provveduto al pagamento e successivamente abbia reso edotti il Ministero e i Dirigenti degli uffici interessati - sia Magistrati che Cancellieri - rimettendo ad essi la (ri)valutazione della legittimità della prassi.

La Camera Penale di Trapani apprende, quindi, con stupore che un Avvocato, Socio di questa Camera Penale, sia stato deferito al Consiglio Distrettuale di Disciplina per aver perorato l’obbligatorietà della trasmissione dell’atto di impugnazione depositato a mezzo pec, a prescindere dal pagamento, che ci risulta comunque avvenuto, dei diritti di copia e/o del deposito delle copie c.d. di cortesia.

Il merito della vicenda disciplinare prescinde dalle valutazioni di CPTP e ciò per un elementare regola di rispetto della giurisdizione domestica. 

Tuttavia, CPTP intende manifestare al Collega solidarietà e vicinanza per la vicenda che lo vede, suo malgrado, coinvolto, e nel contempo si  dichiara pronta a sostenerne le ragioni con la forza del diritto e delle idee.

Infine, CPTP auspica che un sereno e franco confronto sul tema, consenta di ricondurre la questione a ciò che prima facie essa appare: una “resistenza” burocratica, superata dalle novità telematiche.


Il Direttivo della Camera Penale di Trapani