domenica 29 maggio 2016

SCRIPTA MANENT… SCRIPTA? Per l’applicazione delle regole del Protocollo d’intesa per le udienze penali

Con protocollo d’intesa sottoscritto nell'anno 2009, successivamente aggiornato in data 7 luglio 2010, sono state individuate e approvate le regole che avrebbero dovuto disciplinare lo svolgimento giornaliero delle udienze penali.
Tuttavia, quotidianamente, si assiste a disapplicazioni delle intese con lo svolgimento di udienze la cui durata, nonostante l'esistenza di una convenzione unanimemente  accettata, si estende  ben oltre i tempi e i modi convenuti, e segnatamente:
- non viene, sistematicamente, osservata la durata massima stabilita, proseguendosi nella trattazione dei processi oltre le ore 16.30 previste, facendo  leva sull'abnegazione del personale di cancelleria che assicura un ammirevole e non retribuito impegno lavorativo oltre l'ordinario  orario d’ufficio;
i difensori sono costretti, conseguentemente, a trattenersi per gran parte del pomeriggio presso le aule di Giustizia, con intuibile pregiudizio degli impegni professionali pomeridiani e cioè ricevimento degli assistiti e preparazione dei processi susseguenti;
- viene violata la prevista concertazione coi difensori relativamente alla fissazione e successiva celebrazione di udienze pomeridiane, spesso senza concedere la pattuita pausa di almeno trenta minuti in caso di straordinario prolungamento dell’udienza al pomeriggio.

Ancora: alle udienze di prima comparizione, talvolta, aperto il dibattimento e formulate le richieste di prova, si procede all’assunzione di prove dichiarative – quali  la  testimonianza della persona offesa ( che, da protocollo, è convenuta in udienza solo per l’eventuale costituzione di parte civile ) o l’escussione di altri testi comunque presenti - ciò in spregio delle predette convenzioni d'intesa ( è previsto che l'istruzione avvenga in un’udienza successiva ).

Inoltre, non sempre viene osservato l’ordine di trattazione dei processi, che il protocollo individua nei seguenti termini: rinvii; definizione per oblazione; richieste di applicazione pena; richieste di giudizio abbreviato; conferimento di incarichi a periti; questioni preliminari; dichiarazione di apertura del dibattimento con successiva richiesta di mezzi di prova; assunzione di prove dichiarative; discussioni.  

Quanto sopra premesso, a titolo meramente esemplificativo e con riferimento agli aspetti di maggiore rilevanza.

Essendo state le  regole  del  protocollo  coscientemente  e  liberamente condivise e adottate nel comune interesse del virtuoso funzionamento del processo, auspichiamo che i Dirigenti degli Uffici giudiziari sensibilizzino tutti i loro colleghi all’applicazione uniforme del protocollo sottoscritto, e al contempo invitiamo i signori Avvocati a segnalare a questa Camera Penale ( camerapenaletp@gmail.com ) ogni inosservanza delle regole pattuite.

 Il Direttivo

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