martedì 15 gennaio 2019

Tutto il resto è noia

Sulla pagina facebook del Ministro della giustizia, on. avv. Alfonso Bonafede, è stato diffuso un video, montato con immagini e musica, che ritrae l’arrivo in Italia del terrorista Cesare Battisti.
La qualità della produzione “cinematografica” è pessima e cede alla frenesia della “propaganda” alla quale i nuovi politici del cambiamento ci hanno abituati. Ma non è questo il punto.
Il punto è che l'articolo 114 comma 6 bis del c.p.p. dispone: <<è vietata la pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta>>.
Ora, comprenderete che se un Ministro della giustizia non osserva una norma del codice di procedura penale, cedendo alla vanità della ribalta, si pone un problema politico.
Se infatti l'estradizione di Cesare Battisti va a merito dei servizi di intelligence e delle forze di polizia, e la politica non c’entra nulla, al contrario, l’inosservanza di regole e norme di legge da parte di un Ministro è un problema politico.
Questa, al fondo, è la questione che sullo show di ieri a Ciampino viene offerta al dibattito pubblico.
Il resto è… noia!

giovedì 3 gennaio 2019

Il diritto e la propaganda: scopri le differenze

IL DIRITTO E LA PROPAGANDA: SCOPRI LE DIFFERENZE.
Proviamo a spiegare cosa accade tra Orlando (Leoluca, Sindaco di Palermo) e Salvini, tra il diritto e la propaganda.
Il decreto sicurezza dell’inclito ministro di polizia prevede l’abolizione dei permessi di soggiorno per ragioni umanitarie. L’effetto è che, scaduti i permessi attuali, il cittadino immigrato diviene irregolare, e non ha più titolo per l’iscrizione anagrafica di competenza comunale.
Il prode Orlando - con l’appoggio dei Sindaci di tutto lo stivale che hanno competenza sull’anagrafe - obietta che la norma violerebbe la Costituzione e deve essere disapplicata (attenzione a questo termine. Ci torneremo a breve).
Salvini va in tilt.
Il (falso) campione mondiale del federalismo, dimentico che la legge attribuisce alle amministrazioni territoriali la competenza sull’anagrafe, minaccia i sindaci di applicare la (sua) legge (decreto sicurezza) statale pena le conseguenze legali dell’inosservanza (per inciso: è materia che, per legge e come sanno anche i bambini, non appartiene alla competenza del Ministro di polizia ma alla magistratura).
Proviamo dunque a spiegare al confuso ministro Salvini un po’ di diritto.
La (sua) legge vive in un sistema gerarchico e sta “sotto” la Convenzione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Ne segue che se la (sua) legge viola la Convenzione, qualunque Sindaco può disapplicarla e qualunque magistrato può assolvere quel Sindaco dalle conseguenze legali impropriamente minacciate dal ministro poliziotto!
In numerose casi la Corte di Strasburgo (giudice internazionale che non c’entra con l’UE) ha condannato l’Italia perché le sue leggi erano “criminogene” e violavano l’art. 8 della convenzione, norma che prevede che <Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza>.
Questo diritto, sempre secondo l’art. 8, può essere limitato per ragioni (tra l’altro) di sicurezza. A condizione, però, che la legge, caso per caso, specifichi le ragioni e assicuri il diritto di difendersi.
Ecco quel che il decreto Salvini non fa: considera irregolare l’immigrato mediante l’abrogazione dei permessi per ragioni umanitarie e in virtù della mera constatazione dello scadere dei permessi già rilasciati. Sarebbe come se, acquistato un biglietto del treno, a metà percorso, la legge prevedesse la scadenza del titolo di trasporto e senza considerare l’uomo-viaggiatore ne prevedesse il defenestramento in corsa.
Questa (apparente) “furbata” è - come dice Orlando - “criminogena” oltre che in violazione della Convenzione europea e della Costituzione, perché con la scusa della soppressione dei permessi umanitari equipara il “nero al clandestino” da respingere al di fuori dei confini nazionali. E lo fa senza che siano previsti meccanismi di valutazione dell’uomo immigrato (è sposato? Ha figli minori, magari nati in Italia? Fugge da guerre?).
Qual è la morale?
La morale è che il mondo del diritto è faccenda assai più seria della gara social tra i due vicepresidenti e la tesi del Sindaco Orlando - non lo ignoriamo: animata da motivi politici - è qui a ricordarci che in un paese democratico le leggi non si scrivono per i like o i tweet. Esse si scrivono per gli esseri umani e “senza distinzione di sesso, razza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali”.

giovedì 22 novembre 2018

Verbale dell'assemblea "aperta" del 22.11.2018 e documento al GOVERNO

VERBALE DELL’ASSEMBLEA


Il 22 novembre 2018, alle ore 12:00, presso l’aula Giovanni Falcone del Tribunale di Trapani, si è tenuta l’assemblea straordinaria “aperta” della Camera Penale di Trapani per discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:
  1. La riforma illiberale della giustizia penale;
  2. Manifestazione convocata a Roma il 23 novembre 2018 dall'Unione delle Camere Penali Italiane.
Si dà atto che l’assemblea è aperta ai Cittadini, ai Magistrati e agli Avvocati di tutto il Foro.
Sono presenti: numerosi Avvocati, anche non iscritti alla Camera Penale di Trapani, sia iscritti al Foro di Trapani sia ad altri Fori, e numerosi Magistrati del Tribunale di Trapani.
Nessuno è presente per i Deputati e Senatori del territorio, tutti eletti per il Movimento Cinquestelle, sebbene siano stati inviati a partecipare.
Introduce l’assemblea il Presidente della Camera Penale di Trapani, avvocato Salvatore Alagna. Ricorda le ragioni dell’astensione degli avvocati penalisti e invita tutti a partecipare alla manifestazione nazionale di domani, a Roma, al teatro Manzoni.
Interviene quindi il Presidente della Sezione penale, dottoressa Daniela Troja. Ricorda la sua esperienza quale giudice di appello, smentendo il luogo comune sulla dilatorietà dell’impugnazione. Segnala come i propositi di riforma  non siano stati preceduti da un confronto con le c.d. “associazioni di categoria”, e senza alcuna riflessione sul c.d. “diritto penale minimo”. Segnala l’opportunità di mettere mano alla depenalizzazione e che le riforme siano rispettose della Costituzione.
Interviene l’avvocato Giovanni Palermo che lamenta il metodo con cui vengono avanzate le proposte di riforma in ogni ambito giuridico: il mancato confronto con esperti del settore provoca necessariamente uno scollamento dalla realtà.
Interviene l’avvocato Michele Cavarretta, evidenziando l’importanza dell’interlocuzione con la cittadinanza, pur riconoscendo le difficoltà della comunicazione.
Interviene l’avvocato Marco Siragusa, segnala come occorra scongiurare la possibilità che il processo penale diventi irrimediabilmente illiberale, evidenziando che il cavallo di Troia rappresentato dal tema prescrizione nasconde in sé ben altro; la riforma dell’abbreviato porterà all’aumento del carico dibattimentale, venendo meno la funzione deflattiva del rito. Seganala come l’Avvocatura conduca una battaglia di civiltà a difesa della Costituzione e dei Cittadini, con l’aspirazione di coinvolgere su posizioni di verità gli operatori del diritto. E’ falso che i processi si rinviino per esigenze della difesa: il rapporto EURISPES della CP di Roma dimostra altro; è falso il problema della prescrizione; è falso che l’appello non serva (il 50% delle sentenze di appello è di riforma); è pericolosa la annunciata riforma dell’abolizione del divieto della reformatio in pejus. Invita i signori Magistrati, nella qualità di cittadini e sulle posizioni di verità rappresentate, a dire quale sia la posizione dell’ANM: quella del documento licenziato dal comitato direttivo o altra? Segnala la violenza delle espressioni televisive del componente del CSM dottor Pier Camillo Davigo (mettevamo la gente fuori dopo che parlava) ed auspica che tutti se ne voglia prendere la distanza. Ricorda l’assurdità di aver dovuto inserire nell’art. 274 lett. a) c.p.p. la regola del divieto di ricavare esigenze cautelari dal diritto al silenzio, segno evidenze degli abusi dell’era di tangentopoli. Evidenzia la sub-valenza del rapporto tra Politica e Magistratura (⅔ dei voti parlamentari per la legge di amnistia; la riforma dell’art. 68 Cost. etc). La riforma del processo penale dev’essere complessiva: obbligatorietà o meno dell’azione penale contro circolari dei Procuratori; depenalizzazione e processo penale autenticamente di garanzia. Denuncia l’assenza dei parlamentari locali dei cinquestelle, che pure erano stati inviati a partecipare.
Interviene l’avvocato Andrea Miceli: espone preoccupazione per la diminuzione delle garanzie costituzionali;  segnala la necessità di maggiori risorse per una riforma organica. Tutte le annunciate riforme, dalla eliminazione del divieto di reformatio in peius all'abrogazione o limitazione dell'appello,  provocano una limitazione inammissibile dei diritti del cittadino.
Interviene il dottor Emanuele Cersosimo, dell’ufficio GIP: segnala che una riforma pragmatica sarebbe quella di semplificare e modernizzare il sistema delle notifiche. L’avvocatura dovrebbe proporre una sterilizzazione del tempo del legittimo impedimento. Il problema è il panpenalismo: propone una seria depenalizzazione dei reati minori con la modifica del sistema sanzionatorio.
Interviene il dottor Antonio Cavasino, dell’ufficio GIP: segnala le difficoltà del lavoro quotidiano dell’ufficio, e le criticità in materia di patrocinio alle spese dello Stato. Auspica che Magistratura e Avvocatura agiscano unitamente per il bene del processo e del diritto penale. Esprime preoccupazione per il momento storico.
Interviene l’avvocato Elio Esposito, decano del Foro: ricorda la stagione giustizialista di Mani pulite e i suicidi di cittadini presunti innocenti. Ricorda come il problema sia politico e che sopravviva l’assurdità della pretesa punitiva dello Stato pur a fronte dell’assoluzione pronunciata in primo grado (si riferisce alla legge Pecorella). Evidenzia come il politico Bonafede sia assai modesto e inadeguato alla soluzione dei problemi.
Interviene il dottor Gianluigi Visco, della sezione penale del Tribunale: la prescrizione è un istituto da salvaguardare. La riforma Orlando esprimeva un punto di equilibrio. Il processo penale va salvaguardato, soprattutto nel principio dell’oralità. Segnala l’utilità di un accordo preventivo sulla negoziazione in contraddittorio sui testi minori sin dalla prima udienza. Segnala le disfunzioni del sistema. Ribadisce la necessità di trovare una soluzione di mediazione. Si dice contrario alla interruzione senza tempo della prescrizione.
La sola assemblea dei soci della camera penale di Trapani, terminato il dibattito e su proposta del Direttivo, approva, all’unanimità, il documento steso in calce.
Chiuso alle ore 13:45


DOCUMENTO


La Camera penale di TRAPANI,
PRESO ATTO
dei disorganici, populisti e illiberali progetti di riforma del processo penale annunciati dalla maggioranza di governo
CONSIDERATO
che all’epocale riforma della giustizia annunciata dal Ministro On. Avv. Alfonso Bonafede ha fatto seguito uno “scontro” interno alla maggioranza di governo, costretta a rinviare al 2020 e comunque alla riforma del processo penale, l’entrata in vigore delle norme in materia di prescrizione
RICHIAMATI
i documenti del direttivo del 2 il 3 novembre 2018, che s’intendono qui integralmente riprodotti e trascritti mediante rinvio ai link:
VALUTATO
  • che il Governo persegue velleitari e illiberali progetti di riforma della giustizia penale in spregio dei principi fondanti lo Stato di diritto;
  • che il Governo senza alcun confronto serio con l’Avvocatura, la Magistratura e l’Accademia omette di ascoltare le voci dei professionisti del processo che, ogni giorno, frequentano le aule dei palazzi di giustizia;


  • che il Governo insegue progetti propagandistici, sempre annunciati urbi et orbi a mezzo social network, e deliberati su piattaforme virtuali in spregio di ogni regola di democrazia partecipativa;
  • che preoccupa la dichiarazione rilasciata agli atti della Camera dalla Deputata relatrice del c.d. ddl spazza-corrotti sull’accantonamento dell’emendamento sull’agente provocatore (proposta dal Deputato Costa), con la motivazione che gli amministratori locali sarebbero garantiti dalle (potenzialmente false) accuse di mitomani o personaggi in cerca di autore in ragione del presidio penale accordato dai “delitti di diffamazione e ingiuria”; l’affermazione preoccupa perché la Relatrice, intervendo su un tema delicatissimo e complesso che affatica la dottrina penalista da decenni - quello dell’agente provocatore - dimostra di sconoscere che, in casi simili, il delitto sarebbe quello, ben più grave, di calunnia, mentre il delitto di ingiuria è stato addirittura depenalizzato;
  • che è inaccettabile il livello di superficialità e di incompetenza espresso agli atti della Camera dai proponenti il ddl
INVITA
  • il Governo a fermarsi;
  • il Governo ad avviare un percorso condiviso tra tutte le componenti del mondo giustizia, abbandonando le idee espresse da minoranze illiberali;
  • il Governo a convocare - con serietà ed effettività - l’Avvocatura, l’Accademia e la Magistratura ed a condividere il percorso di riforma con competenze che vadano oltre le piattaforme, gli algoritmi e i “contratti” di potere;
DENUNCIA
  • a difesa dei Cittadini, della Costituzione, e dei loro diritti inviolabili le manovre riformatrici di una coalizione di governo incapace di risolvere i problemi effettivi della giustizia;
  • la straordinaria barbarie di un progetto di riforma che, alla maniera kafkiana, vuol rendere il Cittadino presunto innocente eternamente imputato, alla mercé della pretesa punitiva dello Stato come, neppure nei sistemi totalitari, avviene;
  • che il Governo specula sul dolore delle vittime del reato, alle quali lo Stato già oggi assicura tutela e che non meritano di essere coinvolte in un velleitario e illiberale progetto di riforma dell’istituto della prescrizione;
ADERISCE
all’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane e alla manifestazione nazionale convocata a Roma CONTRO IL GIUSTIZIALISMO POPULISTA, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DEI DIRITTI DELLA PERSONA.
Per CP Trapani parteciperanno i soci Avvocati Stefano Giordano, Domenico Amoroso, Stefania Alcamo e Laura Marchingiglio.
CP Trapani esprime sostegno alla manifestazione a tutela del Giusto ed Equo Processo e contro i progetti di riforma governativi.
Le motivazioni della protesta, che hanno dato vita alla manifestazione nazionale sono così sintetizzate sul sito dell’U.C.P.I.:
“I penalisti italiani chiamano la comunità dei giuristi, la cultura, la politica e l’informazione a difesa dei diritti della persona riconosciuti dalla Costituzione e contro la restaurazione giustizialista del processo penale, per dire con chiarezza a tutti i cittadini che:
- Il processo penale non è il luogo popolato di colpevoli in attesa di essere condannati o altrimenti di farla franca grazie ai cavilli degli azzeccagarbugli. Il processo è il rito pubblico e solenne mediante il quale il giudice verifica la fondatezza di un’accusa formulata nei confronti di un imputato che si presume innocente.
- L’imputato ha diritto a che il Giudice pronunci la sentenza in un tempo ragionevole e definito. Solo una concezione disumana della persona ed un’idea incivile del processo penale possono generare il processo infinito, che oltraggia e pregiudica i diritti più elementari dell’imputato e delle stesse persone offese.
- È inaccettabile la pretesa di intervenire sulla eccessiva durata dei processi comprimendo i diritti di difesa e le forme di acquisizione della prova in contraddittorio tra le parti, lasciando invece intatta la signoria dei pubblici ministeri sulla durata delle indagini.
- È insanabilmente contraddittoria la pretesa di accorciare i tempi di celebrazione del processo ed allo stesso tempo di demolire la efficacia dei riti alternativi al dibattimento
DISPONE
l’invio del presente documento al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, al Presidente della Corte d’appello di Palermo, al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Palermo, al Presidente del Tribunale di Trapani, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, al Coordinatore del Giudice di pace di  Trapani e di Alcamo, all’Unione delle Camere Penali italiane, ai Parlamentari della Provincia, agli organi di stampa, al Coa di Trapani e a tutti gli iscritti.

TRAPANI, 22 novembre 2018





Rassegna stampa sull'assemblea aperta della Camera penale di Trapani


TELESUD TRAPANI (intervista a Salvatore Alagna e Marco Siragusa)
https://www.youtube.com/watch?v=M8wU_wVbOok&fbclid=IwAR2Ncfhvhk5P2i-FjDnsLYYrKgmWuZkT_m0jxP5oqEvOVUVGsrtUL25nRDA



IL LOCALENEWS

ALQAMAH


mercoledì 21 novembre 2018

Assemblea Aperta, Trapani 22 novembre 2018

Culmine dell'attuale periodo di astensione dalle udienze, proclamato dall'Unione delle Camere Penali Italiane, saranno due appuntamenti:
l'ASSEMBLEA APERTA convocata d'urgenza dalla Camera Penale di Trapani e che si svolgerà domani, giovedì 22, alle ore 12, presso i locali del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, Palazzo di Giustizia di Trapani;
la manifestazione nazionale a Roma CONTRO IL GIUSTIZIALISMO POPULISTA, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DEI DIRITTI DELLA PERSONA.
"Gli Avvocati Stefano Giordano, Domenico Amoroso, Stefania Alcamo e Laura Marchingiglio rappresenteranno la Camera Penale "G. Rubino" di Trapani a Roma, alla manifestazione organizzata dall'U.C.P.I. a sostegno del Giusto Processo contro i progetti di riforma governativi. Una delegazione qualificata per opporre un rifiuto motivato e ragionato alla deriva autoritaria che sta sommergendo la Patria del Diritto e alla quale resisteremo con la forza intellettuale che connota l'Avvocatura." - così il Presidente Alagna, condensa la piena adesione della Camera Penale di Trapani alle attività dei Penalisti italiani nel contrasto acceso sulle riforme in discussione.
Le motivazioni della protesta, che hanno dato vita alla manifestazione nazionale sono così sintetizzate sul sito dell’U.C.P.I.:
“I penalisti italiani chiamano la comunità dei giuristi, la cultura, la politica e l’informazione a difesa dei diritti della persona riconosciuti dalla Costituzione e contro la restaurazione giustizialista del processo penale, per dire con chiarezza a tutti i cittadini che:
- Il processo penale non è il luogo popolato di colpevoli in attesa di essere condannati o altrimenti di farla franca grazie ai cavilli degli azzeccagarbugli. Il processo è il rito pubblico e solenne mediante il quale il giudice verifica la fondatezza di una accusa formulata nei confronti di un imputato che si presume innocente.
- L’imputato ha diritto a che il Giudice pronunci la sentenza in un tempo ragionevole e definito. Solo una concezione disumana della persona ed un’idea incivile del processo penale possono generare il processo infinito, che oltraggia e pregiudica i diritti più elementari dell’imputato e delle stesse persone offese.
- È inaccettabile la pretesa di intervenire sulla eccessiva durata dei processi comprimendo i diritti di difesa e le forme di acquisizione della prova in contraddittorio tra le parti, lasciando invece intatta la signoria dei pubblici ministeri sulla durata delle indagini.
- È insanabilmente contraddittoria la pretesa di accorciare i tempi di celebrazione del processo ed allo stesso tempo di demolire la efficacia dei riti alternativi al dibattimento

martedì 6 novembre 2018

RASSEGNA STAMPA SULLO STATO DI AGITAZIONE PER L'EMENDAMENTO IN MATERIA DI PRESCRIZIONE

TELESUD TRAPANI
https://www.youtube.com/watch?v=xzyUU5LxXfQ&feature=youtu.be

GIORNALE DI SICILIA





































RMC (da minuto 22:47) 
https://podcast.tp24.it/podcast/1541514423-volatore-novembre-2018.mp3

TrapaniSì
http://www.trapanisi.it/no-alla-prescrizione-la-camera-penale-di-trapani-proclama-lo-stato-dagitazione/?fbclid=IwAR0LQjUd4YKSJ5PVGDKIS-EsbqCKeHPIjxi5lqjkbDCvnaXnhAQV075lTHc

IL GAZZETTINO DI SICILIA
https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2018/11/08/prescrizione-anche-a-trapani-penalisti-contrari-a-processi-eterni-emendamento-slogan-m5s-contrario-a-diritti-garantiti-al-cittadino-da-costituzione/?fbclid=IwAR1BgMWlqFZsMyUblo9xn1CNgYAIGAcHgSJvnMEk-RycBnZuhbxc_PF1LSY

https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2018/11/09/governo-stop-alla-prescrizione-con-slogan-basta-impuniti-camere-penali-protestano-no-processi-eterni-sciagurate-iniziative-di-propaganda/

TRAPANI OGGI
https://www.trapanioggi.it/riforma-della-prescrizione-la-camera-penale-proclama-stato-di-agitazione-e-invia-documento-al-ministro-bonafede?fbclid=IwAR3uZL4MMZB34TClxEhSLa7f2KbI1GP9T0k3asdzi46DzHLNwm4JH08wb94

ALQAMAH
http://www.alqamah.it/2018/11/06/la-protesta-dei-penalisti/?fbclid=IwAR3fM1e6B13AOpkcvGI6dIMqaaDPhvsa81p6gFFtXjAY3lqyfu8JjZQq758

http://www.alqamah.it/2018/11/05/stato-di-agitazione-della-camera-penale-di-trapani/?fbclid=IwAR3un3O1FNpjy2-XA1g3KAthL2YtnG_Xum4rK5iFYTwyUyCVmWzCocvgsko

TP24 
https://www.tp24.it/2018/11/06/professioni/avvocati-penalisti-trapani-stato-agitazione/126592

https://www.tp24.it/2018/11/08/protagonisti/trapani-avvocati-riforma-prescrizione-truffa-cittadini/126659?fbclid=IwAR0u5bcCDaomqjau2xT-dbrYFXHTNHFO7gNFgaLdNAFKpG3V1AVoF7YVgL4

IL LOCALE NEWS

https://www.illocalenews.it/public/illocalenews/Edizione%20di%20sabato%2010%20novembre_Layout%201.pdf







PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE