martedì 6 novembre 2018

RASSEGNA STAMPA SULLO STATO DI AGITAZIONE PER L'EMENDAMENTO IN MATERIA DI PRESCRIZIONE

TELESUD TRAPANI
https://www.youtube.com/watch?v=xzyUU5LxXfQ&feature=youtu.be

GIORNALE DI SICILIA





































RMC (da minuto 22:47) 
https://podcast.tp24.it/podcast/1541514423-volatore-novembre-2018.mp3

TrapaniSì
http://www.trapanisi.it/no-alla-prescrizione-la-camera-penale-di-trapani-proclama-lo-stato-dagitazione/?fbclid=IwAR0LQjUd4YKSJ5PVGDKIS-EsbqCKeHPIjxi5lqjkbDCvnaXnhAQV075lTHc

IL GAZZETTINO DI SICILIA
https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2018/11/08/prescrizione-anche-a-trapani-penalisti-contrari-a-processi-eterni-emendamento-slogan-m5s-contrario-a-diritti-garantiti-al-cittadino-da-costituzione/?fbclid=IwAR1BgMWlqFZsMyUblo9xn1CNgYAIGAcHgSJvnMEk-RycBnZuhbxc_PF1LSY

https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2018/11/09/governo-stop-alla-prescrizione-con-slogan-basta-impuniti-camere-penali-protestano-no-processi-eterni-sciagurate-iniziative-di-propaganda/

TRAPANI OGGI
https://www.trapanioggi.it/riforma-della-prescrizione-la-camera-penale-proclama-stato-di-agitazione-e-invia-documento-al-ministro-bonafede?fbclid=IwAR3uZL4MMZB34TClxEhSLa7f2KbI1GP9T0k3asdzi46DzHLNwm4JH08wb94

ALQAMAH
http://www.alqamah.it/2018/11/06/la-protesta-dei-penalisti/?fbclid=IwAR3fM1e6B13AOpkcvGI6dIMqaaDPhvsa81p6gFFtXjAY3lqyfu8JjZQq758

http://www.alqamah.it/2018/11/05/stato-di-agitazione-della-camera-penale-di-trapani/?fbclid=IwAR3un3O1FNpjy2-XA1g3KAthL2YtnG_Xum4rK5iFYTwyUyCVmWzCocvgsko

TP24 
https://www.tp24.it/2018/11/06/professioni/avvocati-penalisti-trapani-stato-agitazione/126592

https://www.tp24.it/2018/11/08/protagonisti/trapani-avvocati-riforma-prescrizione-truffa-cittadini/126659?fbclid=IwAR0u5bcCDaomqjau2xT-dbrYFXHTNHFO7gNFgaLdNAFKpG3V1AVoF7YVgL4

IL LOCALE NEWS

https://www.illocalenews.it/public/illocalenews/Edizione%20di%20sabato%2010%20novembre_Layout%201.pdf






PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE




sabato 3 novembre 2018

La certezza della pena spiegata ai cittadini


Se mancano i medici per eseguire un esame "quoad vitam", non si può dire al malato: "Ripassa tra dieci anni, quando sarai morto"!
Una norma di legge è tale se prevede una pena per la sua inosservanza. E la pena ha funzioni molteplici:
- deterrenti: sconsiglia la violazione della norma con la minaccia della sanzione;
- retributive: restituisce con qualcosa (la libertà, dopo averla scontata, del reo) qualcos’altro (il delitto commesso);
- rieducative: offre l’occasione di essere riammesso nel consesso sociale, dopo aver retribuito l’errore.
Questo è il motivo che impone tempi brevi per l’accertamento di un fatto. 
Non siete persuasi?
Facciamo un esempio facile, facile: vostro figlio diciottenne, alla guida ubriaco, ha investito e ucciso un padre di famiglia. Credete che dopo 19 anni - quando vostro figlio avrà 37 anni e sarà a sua volta padre di famiglia, una persona diversa dall’adolescente di un tempo -, abbia senso rinchiuderlo in un carcere? E che “soddisfazione” potranno avere i familiari della vittima che nel frattempo avranno incassato il risarcimento e ricostruito la propria vita?
L’attuale sistema prevede che se lo Stato, entro diciannove anni (con la sospensione Orlando infra grado), non sarà in grado di concludere il processo, vostro figlio non dovrà retribuire più nulla. 
Questa è la prescrizione!
Se col tempo hai dato prova di retribuzione e di rieducazione (non hai commesso altri reati e sei un altro uomo), lo Stato non ha più interesse a punirti.
Si potrebbe giustamente obiettare che vostro figlio crescerebbe nella convinzione di “averla fatta franca”: certo, ma non sarebbe così se lo Stato assicurasse la giustizia in tempi celeri!
E invece cosa accade?
Accade che si criminalizza anche la pesca della sardina e si fanno troppi (spesso inutili) processi penali con poche risorse umane (giudici e cancellieri) e pure strutturali (le aule). 
Qual è la soluzione? 
In questa situazione, direste voi - e direbbe la logica - si dovrebbe investire per rendere più efficiente il sistema.
E invece l’ineffabile Ministro, Alfonso Bonafede, propone esattamente il contrario di ciò che il buon senso di tutti consiglia.
Egli fa come il medico che consiglia al malato di morire: "Ripassa tra dieci anni e se sarai morto non ci sarà nessuna pena; se invece sarai ancora vivo, ti puniremo senza valutare se nel frattempo sei una persona diversa."!
Chiunque, a questo punto, può intendere come venga meno la funzione della pena: non ha effetti di minaccia (deterrente), ma è semplice ingiustizia; non ha effetti riparatori (retributivi), ma è mera afflizione; non ha effetti socializzanti (rieducativi), ma è inutile ritorsione.
Se non ha senso punire chi è morto, non ne ha punire chi è diversamente vivo!
Se questo è il cambiamento, forse è il caso di rivolgersi a un altro medico.
[Il Direttivo]

venerdì 2 novembre 2018

La prescrizione e il processo infinito: come violare la Costituzione

Allarme permanente sul fronte Giustizia: sostanziale soppressione dell'istituto della prescrizione. Si continua sulla scia della riforma Orlando. Violazione della ragionevole durata del processo e violazione del giusto processo. Costituzione costantemente e pervicacemente violata. Il tutto in dispregio del diritto di imputati e persone offese ad ottenere, in tempi razionali, una sentenza. Una vita da imputato (parafrasando il titolo di una nota canzone) o da persona offesa, senza giustizia: come "color che son sospesi". Lo stato di agitazione proclamato dalla Giunta UCPI è opportuno e tempestivo. Questa volta non dobbiamo attendere gli sviluppi ma precederli!

martedì 30 ottobre 2018

(Il)legittima difesa: dall'oggettività della proporzione alla soggettività della reazione

Approvata in Senato la nuova normativa che rivoluzionerà la disciplina della legittima difesa. Non più, dunque, proporzione tra difesa e offesa, non più "commodus discessus" e cioè possibilità di sottrarsi all' offesa anche con la fuga. Sarà sufficiente un grave turbamento e si potrà fare fuoco anche per il furto di un soprammobile o, come si leggeva nei vecchi manuali, per impedire la sottrazione di una gallina (con il massimo rispetto e simpatia per la bestiola). Ed è questa la questione fondamentale e cioè se sia legittimo uccidere l'intruso per difendere un bene di infimo valore, solo e soltanto per un "grave turbamento" dai connotati indefiniti e che dovrebbe essere apprezzato dal giudice, presumibilmente, sulla scorta delle dichiarazione dell'offeso. La nostra alta tradizione giuridica e la nostra civiltà non lo consentono. Il disvalore tra i beni giuridici oggetto della tutela normativa è e dovrebbe rimanere l'unico parametro di valutazione della liceità della legittima difesa. Prevedibili le obiezioni dei propugnatori del nuovo concetto di autodifesa: "se taluno si introduce in ora notturna a casa tua e se sei turbato puoi sparargli". Argomento specioso! L’attuale disciplina consente all'offeso di difendersi, anche con l'uso delle armi, quando in gioco è l'incolumità personale propria e dei propri congiunti, conformemente al concetto di proporzionalità tra offesa e difesa. Chiunque è legittimato ad auto difendersi se il male minacciato è invincibile e non esiste altro modo per sottrarvisi. La propaganda è, dunque, una cosa, altro è invece il diritto! Ciò che sorprende è che questi parametri sono contenuti nel codice Rocco, quello fascista, ma che era stato pensato da giuristi veri, non impegnati in campagne elettorali permanenti.