mercoledì 21 novembre 2018

Assemblea Aperta, Trapani 22 novembre 2018

Culmine dell'attuale periodo di astensione dalle udienze, proclamato dall'Unione delle Camere Penali Italiane, saranno due appuntamenti:
l'ASSEMBLEA APERTA convocata d'urgenza dalla Camera Penale di Trapani e che si svolgerà domani, giovedì 22, alle ore 12, presso i locali del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, Palazzo di Giustizia di Trapani;
la manifestazione nazionale a Roma CONTRO IL GIUSTIZIALISMO POPULISTA, IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DEI DIRITTI DELLA PERSONA.
"Gli Avvocati Stefano Giordano, Domenico Amoroso, Stefania Alcamo e Laura Marchingiglio rappresenteranno la Camera Penale "G. Rubino" di Trapani a Roma, alla manifestazione organizzata dall'U.C.P.I. a sostegno del Giusto Processo contro i progetti di riforma governativi. Una delegazione qualificata per opporre un rifiuto motivato e ragionato alla deriva autoritaria che sta sommergendo la Patria del Diritto e alla quale resisteremo con la forza intellettuale che connota l'Avvocatura." - così il Presidente Alagna, condensa la piena adesione della Camera Penale di Trapani alle attività dei Penalisti italiani nel contrasto acceso sulle riforme in discussione.
Le motivazioni della protesta, che hanno dato vita alla manifestazione nazionale sono così sintetizzate sul sito dell’U.C.P.I.:
“I penalisti italiani chiamano la comunità dei giuristi, la cultura, la politica e l’informazione a difesa dei diritti della persona riconosciuti dalla Costituzione e contro la restaurazione giustizialista del processo penale, per dire con chiarezza a tutti i cittadini che:
- Il processo penale non è il luogo popolato di colpevoli in attesa di essere condannati o altrimenti di farla franca grazie ai cavilli degli azzeccagarbugli. Il processo è il rito pubblico e solenne mediante il quale il giudice verifica la fondatezza di una accusa formulata nei confronti di un imputato che si presume innocente.
- L’imputato ha diritto a che il Giudice pronunci la sentenza in un tempo ragionevole e definito. Solo una concezione disumana della persona ed un’idea incivile del processo penale possono generare il processo infinito, che oltraggia e pregiudica i diritti più elementari dell’imputato e delle stesse persone offese.
- È inaccettabile la pretesa di intervenire sulla eccessiva durata dei processi comprimendo i diritti di difesa e le forme di acquisizione della prova in contraddittorio tra le parti, lasciando invece intatta la signoria dei pubblici ministeri sulla durata delle indagini.
- È insanabilmente contraddittoria la pretesa di accorciare i tempi di celebrazione del processo ed allo stesso tempo di demolire la efficacia dei riti alternativi al dibattimento

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